Scrivo ciò che penso, forse ci capirò qualcosa..

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"Non era una leggenda. Era la Verità. Nuda come sempre. E cruda, evidentemente..."

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martedì, 15 aprile 2008

 

Sono viva. Nonostante tutto.

 

Pensato da: Donai a 16:03 | link | commenti (7)

domenica, 20 gennaio 2008

Abbiamo parlato della morte perchè ce la sentiamo intorno. Perchè è lì che è, intorno.

Lo sappiamo che prima o poi ci tocca, siamo perfino consapevoli della fortuna di esserne rimasti immuni per così gran parte, la più vulnerabile parte, del tutto.

Un tentativo di difesa estrema è di non perdere il fiato aspettandola. Trovare un accettabile compromesso privato tra il far finta che qualcosa non esista e l'essere comunque pronti al suo impatto.

 

Pensato da: Donai a 00:08 | link | commenti (19)

lunedì, 14 gennaio 2008

Sono flussi. In certi momenti è una comunione totale. Loro mi circondano, sono nella mia vita, li sento. Il nostro tempo è comune, si intreccia armonico. Ha un suo verso autonomo, stato di grazia. I fatti avvengono giornalmente, autolegittimanti.

In altri momenti tutto questo non conta e sono senza scampo.

In che mondo vivo?

 

Pensato da: Donai a 23:36 | link | commenti (5)

domenica, 06 gennaio 2008

La futilità corre in aiuto alle menti disordinate.
Le estranea intorpidendole con la sua grossolanità.


Pensato da: Donai a 12:39 | link | commenti (1)

lunedì, 31 dicembre 2007

Scendeva giù per le scale avvolta in uno scialle nero, gli occhi vuoti, le mani piene solo di stoffa, le labbra tirate in una smorfia senza speranza, chiedendomi di lui. "Se n'è andato, vero?". Era una domanda inutile, messa lì solo per riempire un vuoto, per allontanare il silenzio dei suoi pensieri. Lei sapeva. La guardavo impazzire e l'unica cosa che riuscivo a pensare era il colore monotono dei giorni che sarebbero rotolati via senza memoria. Un quadro, tuttavia, non privo di una certa eleganza.

  

Pensato da: Donai a 12:20 | link | commenti (3)

lunedì, 10 dicembre 2007

MORTA VENENDO

"Le donne sempre in posa non mi interessano. Ma lei era un tipo che colpiva. Dovetti fermarmi a guardarla. Le gambe erano ben distanziate, il piede destro spinto audacemente in avanti, il sinistro strascicato con studiata casualità. Protendeva la mano destra fino quasi a toccare la vetrina, con le dita rivolte in alto come un bellissimo fiore. La mano sinistra era un po' piú arretrata e sembrava che tenesse a bada dei cuccioli giocherelloni. Testa all'indietro, un accenno di sorriso, gli occhi socchiusi per la noia o il piacere. Impossibile capirlo. Un insieme decisamente artificiale, ma dopotutto io non sono un uomo semplice. Era una donna splendida. La vedevo quasi tutti i giorni, ogni tanto due o tre volte al giorno. E naturalmente lei assumeva altre posizioni a seconda dell'umore. Certe volte, passando di corsa (sono un uomo che ha sempre fretta), mi concedevo una breve occhiata e sembrava che lei mi facesse un cenno di invito, volesse accogliermi al riparo dal freddo. Altri giorni mi ricordo di averla vista in quello stato di stanca e desolata passività che gli sciocchi scambiano per femminilità... "

 

 -Ian McEwan - Racconti: Primo amore Ultimi Riti - Fra Le Lenzuola.

 

Pensato da: Donai a 23:54 | link | commenti (13)
libri, stralci

venerdì, 07 dicembre 2007

 

Meno male che c'è Woolrich. 

 

Pensato da: Donai a 21:15 | link | commenti (2)

lunedì, 26 novembre 2007

La mia voce era diversa stasera.

Qualcosa la teneva giù, compressa tra la volontà di non lasciare che si spezzasse e la consapevolezza che a volte andare via può essere una strada tanto facile quanto impercorribile.

Domani proverò a cantare.

 

Pensato da: Donai a 00:46 | link | commenti (7)

lunedì, 12 novembre 2007

L'altra notte ti ho sentito battere un tempo di dolore che non volevi vivere. Un ritmo che rimbalzava sulle pareti della stanza per farsi sentire, per farmi capire.

Mio cuore, io ho capito.

Pensato da: Donai a 12:32 | link | commenti (12)

lunedì, 22 ottobre 2007

Orfeo 9

Pensato da: Donai a 15:43 | link | commenti (5)

martedì, 09 ottobre 2007

Mi trovai una mattina in un letto a pensare tra i baci che dovevo proprio andare. E la mia bocca non smetteva più di avvicinarsi a quella bocca. Nella penombra stringevo quel corpo come se lo stessi lasciando per sempre. Lo accarezzavo, sentivo la sua morbidezza passarmi attraverso la pelle delle mani e arrivare in fondo, nel centro, avvolgere le falangi, le cartilagini, le ossa, mescolarsi col mio sangue. Dovevo andare via. Parole irripetibili si accavallavano inutili, mormorate appena perche non uscissero da quella sfera bianca avorio in cui ci trovavamo. Guardavo quel viso pieno d'amore e lo tenevo con me, lo avrei tenuto con me per la strada, ovunque io fossi andata prima di tornare. Mi sembrava di guardare la sua anima, mi entrava dentro agli occhi e mi toccava. Ero travolta da una tenerezza immane, impastata di desiderio, di un affetto oceanico che mi vedeva appagata alla deriva.

Un'estasi emozionale che si lascia solo accennare.

Ecco. Così.

Pensato da: Donai a 22:51 | link | commenti (17)
i momenti perfetti

domenica, 30 settembre 2007

Sono lontana.

 

Pensato da: Donai a 21:36 | link | commenti (16)

lunedì, 24 settembre 2007

Tre domande:

- Qualcuno mi può dire cosa è un emo, per favore?

-PeRcHè AlCuNi BloGgEr ScRivOnO iN QuEstO MoDo?

- La Santacroce è proprio così di suo o ci fa e se la ride alla grande alla faccia di tutti i cerebrolesi che decantano ogni sua minchiata?

Grazie per le delucidazioni.

 La moka è nel mobiletto in alto a sinistra.

Il caffè lo trovate nel frigo.

Tiratevi dietro la porta quando uscite.

Pensato da: Donai a 13:00 | link | commenti (22)

sabato, 22 settembre 2007

Tutto questo tempo di solitudine mi ha portato in un luogo feroce. Un luogo dove ho avuto modo di sbizzarrirmi: ho messo su due linee decise in mezzo alle sopracciglia, ho gli occhi sempre un po' strizzati in inutili tentativi di messe a fuoco improbabili. Seduta sul mio letto guardo le mie manìe, poi vedo di nasconderle prima di saltare giù. Mi curo della qualità di ciò che possono suscitare, un po' di pudore lì ce lo voglio. Nel mio luogo feroce faccio fatica a pensare di fare a meno della solitudine, alla fine immagino di non riuscirci più adesso. Che è diventata comoda e me lo dico spesso, un po' gelida a volte ma comoda, deresponsabilizzante, un bunker in cui mi riparo da rotture di coglioni troppo invasive, insopportabilmente invasive, c'è forse qualcosa che io voglia realmente cambiare in questo grande barattolo conosciuto a menadito? C'è forse qualcuno che io abbia la possibilità di immettervi senza cadere nella tentazione di girarci intorno stranita, chiedendomi dove diavolo sia finito tutto lo spazio di cui non sapevo che fare fino all'attimo prima? 

Ma la domanda vera è: perchè mi sto chiedendo queste cose?

A questo ho paura di rispondere. Giro in tondo, non dormo.

E mi mordo la coda.

 

Pensato da: Donai a 02:04 | link | commenti (8)

lunedì, 17 settembre 2007

...e così mi sono messa a correre, come se d'improvviso avessi un posto dove andare, come se avessi fretta di raggiungerlo. Correre per arrivare presto, perchè è là in quel maledetto posto che voglio stare, esattamente là e vorrei esserci subito. Allora corro e sento il fiato che impreca, lentezze ormai radicate, centinaia di sigarette fumate e la dannata pigrizia dell'indole mi sorridono ironiche, indelicate e scettiche  nel centro del petto, nei muscoli delle gambe, nel sudore che scivola negli occhi, giu dal collo:

 "Stai correndo? Davvero? Ma guarda te che spassoso tipino cocciuto..".

Sì, sto correndo e correrò anche domani e poi domani ancora.

Fino a quando arriverò e poi ancora.

Cazzo, non mi fermo più.

 

Pensato da: Donai a 22:18 | link | commenti (25)

domenica, 16 settembre 2007

"Nelle tue acque torbide io immergerò le mani,

mi nasconderò nell'ombra di ciò che mi negherai,

troverò riposo nel silenzio delle cose non dette

e del tuo mistero fiorito

io mi nutrirò.

Mescolerò i miei capelli con i tuoi respiri,

la pienezza delle mie carni con la forza delle tue mani,

l'immediatezza dei miei pensieri con i tuoi gemiti osceni,

imparerò a guardarti, a giocare coi tuoi fianchi.

E scriverò poesie, che non l'ho fatto mai.

Poi, quando avrò finito

ricomincerò."

Pensato da: Donai a 20:43 | link | commenti (8)

martedì, 11 settembre 2007

Spider man is having me for dinner, tonight...

Pensato da: Donai a 22:56 | link | commenti (8)

sabato, 01 settembre 2007

Il circo di Tarzan girava per i piccoli paesi del centro Italia, in estate.

Un paio di saltimbanchi, un funambolo, una cavallerizza e un trapezista. E Tarzan, uomo mite con la barba e i baffi bianchi, che individuava campi liberi, non occupati dal granturco, abbastanza grandi per tirare su il suo tendone a strisce gialle e azzurro chiaro. Chiedeva ai proprietari se poteva fermarsi lì per tre o quattro giorni e metteva in scena il suo incredibile spettacolo.

I numeri erano semplici, gli spettatori pochi ma appassionati, d'altronde non c'erano mai occasioni di un insolito reale in quella campagna; perfino il gelataio passava solo una volta ogni dieci giorni. Fu un vero successo, almeno per i miei occhi, forse non per gli artisti del circo che credo abbiano dovuto accontentarsi di poche lire... Ma sorridevano come veri attori allargando le braccia con i palmi delle mani rovesciati all'insù ad accogliere gli applausi che arrivavano scroscianti a fine esibizione.

L'ultima sera ci fu una festa. Il tendone e le attrezzature erano già state smontate e sull'erba di quel campo mescolata alla terra ormai battuta furono fatti dei fuochi, vennero allestite dai miei cugini più grandi e dai loro amici delle tavole imbandite. C'era del vino rosso, c'erano chitarre e canzoni, c'erano tutti i ragazzi del quartiere dal ponte dell'autostrada in giù fino al frutteto della Maria la siciliana, le facce arrossate dal vino e dal caldo. I fuochi liberavano delle  scintille luminose che salivano in alto e sembravano non spegnersi mai.

Io ero una bambina e quella sera pensai di essere felice.

Me lo ricordo bene.

La mattina dopo il circo di Tarzan ripartì e tutti sapevamo che l'estate era davvero finita.

 

 

Pensato da: Donai a 21:43 | link | commenti (24)
i momenti perfetti

lunedì, 27 agosto 2007

Stanotte ho su di me una malinconia che mi calma.

Un senso di piccolezza che mi fa sentire arresa.

Vorrei avere più coraggio, vorrei essere più sicura.

Vorrei essere più trattabile, vorrei avere più tempo.

Vorrei stare bene, vorrei avere meno distanze da colmare.

Vorrei dare risposte almeno comprensibili, vorrei essere più bella.

Vorrei dare una mano, vorrei saperla chiedere.

Vorrei ingiustizie da trasformare, vorrei più fiato per cantare.

Vorrei essere più mobile, vorrei pattinare.

Vorrei piangere di più, vorrei farlo anche da sola.

Vorrei avere parole vive, scaraventarle giù per certi viottoli.

Vorrei non aver paura, o perlomeno giocarci a carte scoperte.

Vorrei essere. Vorrei essere.

Che io sia dannata.

Che io sia.

 

Pensato da: Donai a 02:00 | link | commenti (13)

mercoledì, 22 agosto 2007

E' tardi. Da qualche tempo è sempre tardi.

Son sempre giù dall'autobus che corre. L' inseguo battendo sulle porte del retro.

Mi infilo in un cinema e le luci sono già spente.

Non arrivo in tempo.

 

Pensato da: Donai a 02:15 | link | commenti (14)

lunedì, 13 agosto 2007

Sentire la mancanza di qualcosa è troppo umano quando quel qualcosa l'hai avuto. Quando l'hai accarezzato, frugato, saccheggiato, preso, bevuto e mangiato, quando l'hai visto ridere, quando hai sentito i suoi battiti attraverso i vestiti, un cuore dentro una maglietta gialla, o una camicia scura con le cuciture a vista. E' davvero troppo umano.

Ciò che è incredibile è la disumanità del sentire la mancanza di un tempo che non è arrivato, di un luogo che non è mai stato visto. Sentirne la mancanza come se avessi l'esatta percezione di quel che avrebbe potuto essere e l'insensata certezza che sarebbe stato splendido. E dolertene così, senza avercela con nessuno senza poter realmente prendertela con qualcuno, se non con te stesso, che non hai più il coraggio dell'incoscienza e la strafottenza della giovinezza, e con la vita che non sempre va dove vorresti.

 

Pensato da: Donai a 15:39 | link | commenti (25)
io

domenica, 05 agosto 2007

Francamente comincio a trovare noioso tutto questo parlarsi addosso di percorsi, di cammini, di insegnamenti e similari, manco fossimo in uno stupidissimo istituto new age per  addestramento cani. E' noioso, è tremendamente noioso. E sempre le solite parole, i soliti meccanismi, le solite manfrine ripetute all'infinito, e gli appellativi improbabili, le dichiarazioni di sottomissione totale, di indegnità assoluta, pubbliche sempre per carità, fosse mai che a renderle un attimo private si trovino a perdere la loro essenza e smettano di esistere. Ma sarà che qualcuno confonde la stima verso una persona con l'indegnità di appartenergli? Ma può mai essere che si pensi di offrire qualcosa che noi stessi non riusciamo a considerare degno? Offri qualcosa di cui tu stesso non trovi il valore. Che cazzo offri? Ma tientelo per te! 

Ma soprattutto è il riempirsi la bocca di "percorsi e cammini" la cosa che più mi si sta arrampicando sulle palle. Ma percorso di che? Ma andiamo a camminare sulla spiaggia coi piedi nell'acqua che ci fa bene alle vene, cazzo. Troviamo piuttosto strade per ingannare il traffico. Impregnamoci della sensualità che più ci soddisfa, diamo sfogo all' erotismo che più ci aggrada. Ma smettiamola di dire cazzate, su.  

Un po' di leggerezza, signori. Vi prego.

 

Pensato da: Donai a 12:20 | link | commenti (19)
bdsm

sabato, 28 luglio 2007

Finirà prima o poi quest'estate di merda.

Stanchezza palpabile, continuo a non dormire, il caldo mi sfianca e non trovo riparo. Oggi in autostrada mi sono sentita andare via, la testa mi è diventata leggera come se all'improvviso me l'avessero riempita di elio, cervello allo stato gassoso, mi si è autonomamente arricciato il naso, ho pensato solo "Ecco".

Mi sono trovata indecisa se accostare di lato e aspettare gli eventi o se far finta di niente come se non stesse succedendo niente di niente. Ho scelto la seconda strategia ed è un buon sistema, credo che l'adotterò in pianta stabile; magari funzionerà sempre. 

Devo dormire di più, cazzo.

 

Pensato da: Donai a 22:29 | link | commenti (11)

martedì, 24 luglio 2007

STRANGE
I've seen that face before...



Pensato da: Donai a 22:48 | link | commenti (8)

venerdì, 20 luglio 2007

Non mi chiamo Belle Blaunt e non ho gli occhi viola. Però fumo, molto, e la mia voce è roca quanto basta. Vesto sempre di nero, da lontano potresti anche scambiarmi per quel fottuto angelo vendicatore. Io, dalla mia, starei probabilmente pensando all'orario di chiusura del fruttivendolo. Se avessi mai incontrato Valmont sono certa che me ne sarei innamorata, ne ho incontrato uno tempo fa che avrebbe anche potuto ricordarlo, per non fare la snob me ne sono innamorata lo stesso. Ma con Valmont sarebbe stato diverso che lui le donne le amava tutte davvero, senza scampo, mi sarei indubbiamente divertita a soffrire come un cane.

Ora, non sarà tra un'ora e mezzo, ma anche io come te, Belle Blaunt e un casino d'altra gente, sto per morire. Qualcuno verrà a prendermi  e mi chiedo se in quel momento perderò il senso dell'ironia, sarebbe un vero peccato.

Tu non scrivi più per me, io non sto piangendo come una vite tagliata, la misura del mio senso di colpa è rimasta invariata negli ultimi 4 anni e oggi non ha subìto incrementi.

Io non sono Belle Blaunt. I miei occhi sono scuri. Non sbagliarti. 

 

Pensato da: Donai a 00:12 | link | commenti (11)